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In questa sezione del sito troverete alcune informazioni recenti di carattere pratico, che possono essere utili per la gestione di queste patologie. Per chi volesse approfondire, vengono riportati gli estremi del lavoro completo. inoltre alla fine della pagina sono indicati tutti i più recenti aggiornamenti del sito ALPI, per favorire la consultazione ai visitatori abituali che possono immediatamente individuare se c'è qualcosa di nuovo.

 

 


 

NOVITà SU ASMA E ALLERGOPATIE

 

Asma e reflusso gastro-esofageo

Perché aumentano le allergie?

Allergie e vaccinazione

Latte di soia e latte di capra nella prevenzione dell’allergia

Allergie/intolleranze alimentari

I danni provocati dal fumo

Lavaggio delle mani e infezioni respiratorie

Asma e infezioni: possiamo fare qualcosa?

Infezioni respiratorie nel bambino e ricovero ospedaliero per BPCO

C’entra il tipo, l’entità e la distanza dal traffico? Il sibilo nei lattanti residenti in una zona trafficata

Fattori di rischio per rinite nei lattanti

 

 

 

Asma e reflusso gastro-esofageo

 

Ancora oggi è oggetto di discussione l’associazione tra asma e reflussogastroesofageo (RGE), malattia gastroenterica caratterizzata da sintomi quali rigurgito, vomito e inappetenza. Gli ultimi importanti studi dimostrano però ancora una volta che il RGE non è una causa dell’asma e che quindi non vi è modificazione dell’andamento clinico dell’asma dopo il trattamento del RGE. Piuttosto può essere che il RGE migliori nel caso in cui l’asma sia bene controllato. È fondamentale quindi trattare l’asma al meglio utilizzando tutti i presidi a disposizione ed ottenere un controllo ottimale della patologia.

 

Per saperne di più:  Gibson PG. Cochrane Database Syst Rev2003;CD001496. Stardal K. Archives of Disease in Childhood 2005;90:956-60

 

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Perché aumentano le allergie?

 

È noto che dalla seconda metà del 20° secolo è in aumento il numero di persone affette da asma o da altre malattie allergiche. Le cause di questo aumento non sono del tutto note, ma è probabile che siano legate a fattori ambientali e agli stili di vita: l’aumento degli agenti inquinanti, la riduzione delle malattie infettive, il minor contatto con gli animali da cortile o da allevamento.

Per quanto riguarda altri possibili fattori che favoriscono l’insorgenza dell’allergia, troviamo che la frequenza dell’asma è risultata inversamente proporzionale al consumo di frutta e verdura, mentre è direttamente proporzionale all’aumentare delle ore passate davanti alla televisione, all’aumentare del peso, all’aggiunta di sale nei cibi e al consumo di bevande gassate.

 

Per saperne di più: M. Macchiaiolo “Prima ti evito  poi ti curo”. Un Pediatra per Amico 2005;3:24-25.

 

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Allergie e vaccinazione

 

Anche se si è registrato un incremento delle allergie con la riduzione delle malattie infettive, l’efficacia che rivestono i programmi vaccinali è dimostrata dalla drastica riduzione delle complicanze gravi, a volte anche mortali, che si possono sviluppare in corso di malattie infettive come ad esempio la poliomielite o il morbillo e per questo non è ragionevole astenersi dall’effettuarle e il vantaggio è irrinunciabile, perché a fronte di questo rischio le allergie risultano sì fastidiose, ma curabili.

 

Per saperne di più: F. Panizon et al. “Speciale allergia” . Un Pediatra per Amico 2005;3:19-26.

 

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Latte di soia e latte di capra nella prevenzione dell’allergia

 

È infondata la pratica che prevede l’allattamento dei neonati a rischio di allergia con formule a  base di soia. Nel lattante, ma anche nel bambino, l’allergia alla soia risulta essere frequente per la possibilità di reazioni crociate con gli allergeni del latte vaccino.

Anche il latte di capra crocia con quelli di mucca (90%). Il miglioramento notato in alcun lattanti è dovuto all’acquisizione della tolleranza immunitaria, che si registra con il passare del tempo a contatto con un allergene.

 

Per saperne di più: Osborn DA, Sinn J. Soy formula for prevention of allergy and food intolerance in infants (Cochrane Review). The Cochrane Library2004;4.

 

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Allergie/intolleranze alimentari

 

La frequenza di allergie/intolleranze alimentari ha una grande variabilità geografica. Queste differenze sono state attribuite a fattori genetici, a differenze di alimentazione, alla variabilità geografica dei pollini e allergeni aerei  che possono dare reattività crociata con alimenti, nonché a differenze culturali e alla diversità di approcci diagnostici. Il trattamento di base rimane la completa eliminazione dell’alimento in causa; fortunatamente la maggior parte delle allergie/intolleranze alimentari sono transitorie e la maggioranza dei bambini guarisce dall’allegia nei primi 3-5 anni d’età. Infine ricordiamo che nel caso di una sensibilizzazione precoce agli alimenti e poi ai pollini determina lo sviluppo di asma solo se vi è storia familiare di asma o atopia.

 

Per saperne di più: O. Frongia et al. “Intolleranze e allergie alimentari nella prima infanzia” Medico e Bambino 2005;24(8):533-538.

 

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I danni provocati dal fumo

 

Se in casa c’è un fumatore, la possibilità che un bambino si ammali di cancro al polmone nel corso della vita aumenta di quasi 4 volte rispetto alla media. Queste sono le conclusioni di uno studio recente che rimarca ancora una volta i pericoli del fumo, anche a così lunga distanza dall’esposizione. Mentre la gran parte delle donne fumatrici smettono di fumare in gravidanza, perché preoccupate del danno al feto, lo stesso non succede dopo la nascita e molte donne riprendono a fumare. Ma non è solo colpa delle madri, in quanto che i padri fumano ancora di più.

 

Per saperne di più: Vineis P et al. “Environmental tabacco smoke and risk of respiratory cancer and chronic obstructive pulmonary disease in former smokers in the EPIC prospective study.” British Medical Journal 2005;330:277.

 

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Lavaggio delle mani e infezioni respiratorie

 

Sembrerà strano, ma una delle precauzioni migliori, facile da ottenere e poco costosa per ridurre le infezioni respiratorie soprattutto nei bambini a rischio è quella di lavarsi le mani quando si viene a contatto con loro. Uno studio randomizzato controllato (cioè nel quale il lavaggio era applicato a caso, senza che gli operatori lo sapessero) ha dimostrato che lavarsi le mani più volte al giorno riduce del 50% le polmoniti nei bambini dei paesi in via di sviluppo. Uno studio simile condotto in un asilo nido in Occidente aveva dimostrato lo stesso risultato riguardo alle infezioni delle vie respiratorie superiori.

Per saperne di più: Roberts L et al. Pediatrics 2000;105:738-742. LubySP et al. Lancet 2005;366:225-233.

 

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Asma e infezioni: possiamo fare qualcosa?

 

Gli asmatici hanno un’aumentata suscettibilità alle infezioni virali e non sempre riescono a sviluppare un’adeguata difesa contro di esse. Recentemente su cellule bronchiali di asmatici infettate da rhinovirus sono stati trovati livelli bassi di interferone beta, associati ad anomalie nell’apoptosi (eliminazione) cellulare e ad aumentata replicazione dei virus stessi. Una proposta potrebbe essere quella di somministrare l’interferone beta in modo da ripristinare la risposta apoptosica, limitare la replicazione virale e, in definitiva, prevenire l’asma associato alle infezioni.

 

Per saperne di più : Wark PA et al. J Exp Med 2005 ;201 :937-947.

 

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Infezioni respiratorie nel bambino e ricovero ospedaliero per BPCO

 

Da tempo la comunità scientifica si sta chiedendo se esista una correlazione tra incidenza di infezioni respiratorie nel bambino e aumento delle di broncopatia cronica (BPCO) nell’adulto. Un recente studio eseguito nell’Irlanda del Nord sulle infezioni virali infantili nell’arco di 45 mesi, evidenzia come all’aumento della carica virale, soprattutto di influenza A, B, virus respiratorio sinciziale e adenovirus, corrisponda un aumento dei casi di riacutizzazione con ospedalizzazione per bronchite cronica negli adulti. Il numero delle ospedalizzazioni calava nella settimana successiva alle vacanze scolastiche.

Le infezioni virali delle alte vie respiratorie che colpiscono i bambini, hanno quindi un ruolo socio-economico importante o, altrimenti detto: ridurre l’incidenza delle infezioni virali del bambino potrebbe, secondo questi studiosi, ridurre le riacutizzazioni e quindi l’ospedalizzazione per BPCO.

 

Per saperne di più: McManus TE; Coley PV;  Kidney JC. Childhood respiratory infections and hospital admissions for COPD. Respir Med -01-MAR-2006; 100(3); 512-8

 

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C’entra il tipo, l’entità e la distanza dal traffico? Il sibilo nei lattanti residenti in una zona trafficata

 

Possono il tipo, la distanza e l’entità di traffico essere fattori di rischio per la comparsa di broncospasmo (il wheezing degli anglosassoni) nel neonato?

Sono stati studiati nel corso del loro primo anno di vita 622 lattanti che vivevano ad una distanza di 100 e 400 metri da una zona trafficata (nei pressi di un’ autostrada, di un incrocio o di una delle principali strade), rispetto a coloro che vivevano più lontano. Dai risultati è emerso che tutti i lattanti  residenti ad una distanza pari o inferiore a 100 metri da un’ incrocio trafficato specie da bus e camion avevano un rischio doppio di broncospasmo nel primo anno di vita, rispetto ai bambini non esposti. I bambini che risiedevano a meno di 400 metri da un’ autostrada non presentavano un aumentato rischio di broncospasmo. Si può quindi concludere che il tipo, la distanza e l’entità del traffico a cui un bambino viene esposto nel primo anno di vita sono fattori di rischio alla comparsa di sibilo respiratorio.

 

Per saperne di più: Patrick H.Ryan, Grace LeMasters, Jocelyn Biagini, David Bernstair, Sergey a. grinshpun, Rakesh Shukla, Kimebrly Wilson, Manuel Villaresi eff Burkle, James Lockey.Is it traffic type, volume, or distance? Wheezing in infant living near truck and bus traffic J Allergology Clin Immunol -01-AUG-2005; 116(2): 279-84

 

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Fattori di rischio per rinite nei lattanti

I comuni sintomi allergici si manifestano quando il sistema immune del soggetto predisposto reagisce a particolari allergeni presenti nell’aria. Alcuni di questi si trovano fra le mura domestiche (polvere, pelo di animali domestici, fumo) e costituiscono dei veri e propri fattori di rischio, per bambini predisposti, già a partire dai primi mesi di vita. Gli studiosi dell’Università di Cincinnati hanno voluto capire se esistesse una relazione significativa fra l’inalazione del fumo di tabacco nel corso del primo anno di vita di un bambino e il rischio di sviluppare successivamente rinite allergica. Hanno testato i neonati con familiarità per allergia (almeno un familiare positivo ai prick test) esposti ad un’inalazione quotidiana di circa 20 sigarette. Dai risultati di questa ricerca emerge che neonati esposti al fumo di sigaretta fra le mura domestiche hanno un rischio aumentato di sviluppare rinite allergica già durante il primo anno di vita, così come un’ aumentata predisposizione a sviluppare infezioni delle alte vie respiratorie. La presenza di muffe ritenute da tempo una causa di rinite nel bambino piccolo, ha correlato con lo sviluppo di successivo di otite, più che di rinite.

Per saperne di più: Biagini J, LeMasters GK, Ryan PH, Levin L., Reponen T., Bernstein DI, Villareal M., Khurana Hershey Gk. Environmental risk factors of rhinitis in early infancy. Pediatr Allergy immunol -01-JUN-2006; 17(4): 278-84

 

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ULTIMI AGGIORNAMENTI DEL SITO

 

Di seguito gli ultimi aggiornamenti del sito ALPI. Se siete dei frequentatori abituali del sito e volete semplicemente controllare se ci sono novità, basta controllare qui!





In ATTIVITà SOCIALI:



Concluso il soggiorno terapeutico di Fusine 2017 - report con foto
Aggiornato l'1 ottobre 2017

Terminato il programma Intercultura 2017, ottavo anno del corso di sloveno

Inserito il 18 agosto 2017

Orti urbani e corso di cucina
Inserito il 10 agosto 2017

Stage di perfezionamento della lingua slovena a Velenje

Inserito il 28 giugno 2017




In STUDI E RICERCHE


I dati di Fusine presentati al Congresso ECSS Metropolis Ruhr

Inserito il 28 luglio 2017


Interferenti endocrini: non si può più rinviare la prevenzione

Inserito il 28 giugno 2017


Incontro in regione FVG sulla forestoterapia

Inserito il 9 giugno 2017



Lavori scientifici di interesse pratico degli anni 2015-16

Inserito il 25 ottobre 2016







In CONFERENZE E DIBATTITI:


La Fisioterapia Respiratoria in Pediatria. Dalla Teoria alla Pratica - Udine, 22 ottobre 2016
Inserito il 12 maggio 2017


Le pneumopatie interstiziali. Una o più patologie? - Udine, 22 ottobre 2016 (report con foto)
Aggiornato il 25 ottobre 2016



In ALLERGOPNEUMOLOGIA PEDIATRICA:


Terapia aerosolica: guida al corretto utilizzo degli inalatori in polvere

Inserito il 12 febbraio 2017





In CO.S.E:


Incontro sull'elettrosmog a Pedavena (BL)

Inserito il 18 novembre 2016




 

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